Gli impianti sottoperiostei ideati da Muller nel 1931 sono stati ampiamente studiati e sperimentati sull’uomo, specie nel ventennio 1940-1960; i risultati, controllati in diversi centri di ricerca sono stati considerati soddisfacenti, specie sugli impianti totali inferiori costituiti in vitallium chirurgico o in titanio. Il Roccia nel 1958 comunque concludeva che tali impianti trovano la loro indicazione solo dopo aver accertato che la tecnica protesica, con i suoi più moderni mezzi, non riesce a raggiungere un soddisfacente risultato riparativo.
Anche nel 1972 una serie di statistiche confermerebbe per gli impianti totali inferiori una percentuale di successi, al quinto anno, molto alta: 85%. Tale percentuale scende però bruscamente negli impianti parziali inferiori (50-60%) e negli impianti superiori (20%).
Le indicazioni ad un impiego di impianti sottoperiostei possono essere poste in edentulia sia parziale che totale. Impianti a griglia parziali sono stati utilizzati nei settori latero-posteriori e nei settori anteriori, sia sul mascellare superiore che sulla mandibola. Impianti a griglia totale vengono applicati preferibilmente sulla mandibola, dove è anche possibile realizzare impianti sottoperiostei tripoidali.
Il pericolo di profondo infossamento osseo a distanza di tempo sotto gli stress dei carichi masticatori con sfondamento dei vuoti anatomici (seni mascellari e fosse nasali) ha quasi del tutto escluso l’uso di protesi totali nel mascellare superiore, osso notoriamente più debole in quanto maggiormente areato.
Le controindicazioni:
la possibilità di deiscenza a distanza anche con suture eseguite “lege artis” in casi di spessori modesti di tessuto mucoso soprastante. Le deiscenze possono essere primarie, di solito guariscono entro 2-3 settimane se la griglia è perfettamente aderente all’osso. Diversa è la prognosi delle deiscenze secondarie che possono comparire a distanza di mesi o di anni: di solito queste sì ampliano, confluiscono fra di loro e portano ad un quadro flogistico spesso così accentuato da obbligare all’asportazione dell’impianto sottoperiosteo.

Questi insuccessi sono quasi sempre dovuti ad una conformazione della griglia errata per insufficiente estensione o ad una scarsa congruità con l’osso sottostante o a entrambi i fattori;
l’intervento laborioso e distruttivo a causa dell’inglobamento fibro-mucoso dell’intero manufatto, ove sintomatologia dolorosa, processi a tipo purulento od infossamenti troppo marcati o ancora deiscenze vistose, o indicazioni mediche, rendessero necessaria l’asportazione di tale tipo di protesi.

Caso clinico
Paziente di sesso femminile di anni 65 edentula da oltre 10 anni. Giunta alla nostra osservazione, la paziente riferisce di essersi sottoposta circa 26 mesi addietro ad intervento implantologico con applicazione di una griglia sottoperiostea totale al mascellare superiore portante 4 pilastri-moncone. Ad un mese circa di distanza dall’intervento chirurgico si è proceduto all’applicazione di una protesi totale rimovibile scheletrata che veniva ancorata all’impianto sottoperiosteo mediante sette dispositivi
magnetici inseriti nella protesi stessa. La paziente a distanza di circa sei mesi lamentava tumefazione e dolenzia all’enaimascellare sinistro. Lo stesso implantologo procedeva alla rimozione del pilastro distale di sinistra con parte della griglia. Nonostante tale intervento, durante i successivi controlli si apprezzava un’area di osteolisi progressiva nella stessa zona con stato infiammatorio cronico.

Tale referto si accompagnava ad incremento della mobilità dell’impianto residuo. La paziente giunta alla nostra osservazione presentava: area ulcerata con flogosi della mucosa secernente materiale siero purulento; discreta mobilità dell’impianto con conseguente instabilità protesica; dolenzia riferita durante la funzione masticatoria con protesi in situ; igiene orale discreta. Radiograficamente l’OPT evidenzia all’emimascellare sinistro un’area di rarefazione ossea adiacente al seno mascellare omolaterale […..]

>> SCARICA L’ARTICOLO INTEGRALE<<

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *