Prof. Francesco INCHINGOLO

 
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Dall'8/11/2012 rinuncia al ruolo di Primario della Casa di Cura Calabrodental

 

 
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trattamento con dermapen tre e fattori di crescita

rilassamento ed invecchiamento cutaneo

rughe e linee sottili

de collete

rughe del labbro superiore codice a barre

ringiovanimento della pelle

cicatrici post acneiche

cicatrici

smagliature

pori dilatati

mani

alopecia con trattamento topico con prp e cgf

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ringiovanimento

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adiposita' localizzate

dimagrimento

carbossi terapia

elettroporatore

elettroporazione

 

RICERCA

 

L’attività scientifica svolta dal Prof. Francesco Inchingolo:

          è stata attestata dal Prof. Giampietro Farronato, Direttore del Dipartimento di Odontostomatologia e Chirurgia dell’Università degli Studi di Bari (nota prot. 2125 del 15.11.2000, vedi NOTE GENORALI ). 

In data 20.07.2001, con nota prot. 1495/01 a firma del Direttore Prof. G.Farronato, si attesta che: “Il Dottor Francesco Inchingolo è persona particolarmente attenta alle problematiche di ordine sociale che porta alla ribalta in modo brillante e coinvolgente nelle lezioni per gli studenti del CLOPD e gli studenti del Diploma Universitario in Igienista Dentale ed inoltre rivela doti professionali ed umane di grande spicco, coniugandole con doti di originalità e senso critico nella ricerca”.

In data 18.07.2001 è stata rilasciata attestazione di Operosità scientifica e Didattica dal Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Bari con approvazione del Consiglio di Facoltà, per l’attività didattica, didattica integrativa, scientifica ed assistenziale svolta.

In data 31.10.2001, con nota prot. 2222/01 a firma del Direttore Prof.G.Farronato, si attesta che:“Il Dott. Francesco Inchingolo è persona particolarmente attenta alle problematiche di ordine sociale ed inoltre rivela doti professionali ed umane di grande spicco, coniugandole con doti di originalità e senso critico nella ricerca.

Al Dott.Francesco Inchingolo un sincero augurio di appaganti risultati accademici. Ad Maiora”.    

Ha seguito come  SPECIALIZZANDO, TUTORE e/o CORRELATORE e/o RELATORE, tra le altre, le seguenti tesi:

 

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PROGETTI DI RICERCA

 

1.     Implantologia Orale Multitipo nella Riabilitazione Orale (Specializzando:  Dott. Francesco Inchingolo, A. A. 1992-93)

2.     Impianti osteointegrati ed igiene orale:  terapia di mantenimento degli impianti osteointegrati ed igiene orale professionale e domiciliare (Diplomando:  Tortora Angelo, A. A. 1998-99).

3.     Rigenerazione guidata dell’osso con l’utilizzo di osso bovino e colla di fibrina autologa nelle gravi atrofie mascellari.  Controllo scintigrafico e TAC-Denta Scan a 48 mesi (Laureanda:  Gianna Dipalma, A.A. 1999-2000).

4.     Aspetti diagnostico-terapeutici di lesioni traumatiche del terzo medio e del terzo inferiore (Corso di perfezionamento in Chirurgia orale I grado, perfezionando:  Dott. F. Inchingolo-A.A. 1998-1999, Università degli Studi di Bari).

5.     L’innesto libero gengivale nelle riabilitazioni proteiche:  indicazioni e tecnica chirurgica (Corso di  Perfezionamento in Chirurgia Orale II grado,  relatore:  Prof. F. Mangini, perfezionando:  Dott. F. Inchingolo-A.A. 1999-2000, Università degli Studi di Bari).

6.     Cisti del seno mascellare: tecniche chirurgiche (Corso Master in chirurgia orale, relatore: Prof. F. Mangini, perfezionando: Dott. F. Inchingolo-A.A 2000-2001, Università degli Studi di Bari).

7.     Utilizzo del laser ND:YAG e del KCP nella prevenzione e cura dei pazienti a rischio emorragico (Diploma di Igienista Dentale, relatore: Prof. F. Inchingolo, diplomanda:  Anna Stamato, A.A. 2000-2001).

2003 Università degli Studi di Bari, Clinica Odontoiatrica, partecipazione alle attività di ricerca "Diagnosi colorimetrica computerizzata di lesioni precancerose e cancerose del cave orale" presentato dal Prof. SERPICO Rosario.
Abstract della ricerca il carcinoma del cave orale e la neoplasia più frequente a carico delle mucose orali. Una tempestiva e pronta diagnosi permette di migliorare la prognosi di questi pazienti. L’ausilio diagnostico-clinico attualmente utilizzato prevede l’impiego di coloranti vitali come il blu di toluidina e/o la soluzione di lugol. La lettura di tail colorazioni risente enormemente di numerose variabili, non ultima l’esperienza del clinico che osserva la lesione colorata. La presente ricerca vuole offrire una metodica standardizzata per I’acquisizione di immagini di lesioni e dell’elaborazione di un software capace di poter esprimere una diagnosi in merito. Tale metodica non vuole sostituirsi alla diagnosi clinica ma fungere solo da ausilio nei confronti di colore che difficilmente si confrontano con tali lesioni mucose.

2004 Università degli Studi di Bari, Clinica Odontoiatrica, partecipazione alle attività di ricerca "Shedding salivare e trasmissibilità via saliva deII’HCV in corso di coinfezione HCV/HIV" presentate dal Prof. SERPICO Rosario.Abstract della ricerca del virus dell’epatite C si trasmette per via parenterale, sebbene si ammetta la possibilità di una trasmissione per via non-parenterale, come dimostrato dai numerosi casi di soggetti affetti da epatite C pur senza essere mai venuti in contatto con sangue infetto.
La plausibilità di una trasmissione non-parenterale e supportata dalla dimostrazione del virus in diversi fluidi corporei: liquido seminale, secrezioni vaginali, urina, sudore, saliva. La presenza dell’HCV nella saliva e stata dimostrata da diversi studi, sebbene i risultati ottenuti non siano univoci; esistono, inoltre, poche indagini in merito alle shedding del virus C nella saliva di pazienti che presentano coinfezione HCV/HIV. La presente ricerca vuole valutare se esistono delle differenze nello shedding salivare dell’HCV in soggetti HIV+ e HIV-; si vuole, inoltre, verificare se esistono differenze, tra le due popolazioni in esame (HCV+/HlV- e HCV+/HlV+), nella presenza e nella concentrazlone di molecole salivari immunoattive, al fine di verificare se esiste tra i due gruppi una diversa infettivita del virus C salivare.

2005 Università degli Studi di Bari, Clinica Odontoiatrica, partecipazione alle attività di ricerca presse il Collegio Docenti del Dottorato "Biotecnologie applicate alle scienze odontostomatologiche" presentate dal Prof. GRASSI Felice Roberto.Abstract della ricerca:Materiali innovativi per odontostomatologia. Prevenziene e diagnosi precoce del carcinoma orale e dei suoi precursori: ruolo di encogeni, oncosoppressori e fattori di crescita. Colture delle cellule staminali in campo oro-maxillo—facciale. Studio dei fattori di controllo della crescita, differenziamento ed apoptosi in cheratinociti umani normali e trasformati in relazione alla espressione Bcl-2 e BAX ed al ruolo delle integrine. Patologie orali correlate al fumo ed a materiali odontoprotesici: Diagnosi clinica precoce, rilievo di markers diagnostici tissutali, terapia e sviluppo protocolli di prevenzione di massa. 2005 Università degli Studi di Bari, Clinica Odontoiatrica, partecipazione alle attività di ricerca "Utilizzo di biomateriali riassorbibili nel trattamento delle gravi atrofie ossee, finalizzato alla riabilitazione implantoprotesica" presentato dal Dott. INCHINGOLO Francesco.Abstract della ricerca: Le gravi atrofie delle ossa mascellari costituiscono un fattore sfavorevole alla riabilitazione implantoprotesica. Difatti la presenza di limitanti anatomiche, quali seno mascellare, fosse nasali e nemo alveolare inferiore rende talvolta impossibile I’utilizzo di impianti di lunghezza adeguata. La scelta di utilizzare innesti ossei di tipo autologo, ancorchè efficace, comporta tuttavia la necessità di sottoporre il paziente ad un secondo intervento, in sede intraorale o extraorale, con maggiori costi e possibili complicanze. Anche l'utilizzo di
osso omologo deproteinato o decalcificato non e esente da rischi, soprattutto di tipo infettivo. La ricerca di materiale sostitutivo alloplastico, dapprima a base di idrossiapatite non riassorbibile di derivazione corallina, e approdata recentemente alI’utillzzo di materiali "bi0reattivi", a base di acido poliglicolico e basso p.m., riassorbibili, disponibili in palline, spugne o gel. Lo scopo di questa ricerca e di selezionare un gruppo di pazienti motivati, senza patologie sistemiche, in cui utilizzare questi materiali per riabilitazioni implantoprotesiche e follow-up a distanza.

2005  Univer. Bari, Clin. Odontoiatrica, partec. alle attività di ricerca presso il Collegio Docenti del Dottorato "Biotecnologie applicate alle scienze odontostomatologiche" presentato dal Prof. GRASSI Felice Roberto.Abstract della ricerca: Materiali innovativi per l’odontostomatologia. Prevenzione e diagnosi precoce del carcinoma orale e dei suoi precursori: ruolo di oncogeni, oncosoppressori e fattori di crescita. Colture delle cellule staminali in campo oro-maxillo-facciale. Studio dei fattori di controllo della crescita, differenziamento ed apoptosi in cheratinociti umani normali e trasformati in relazione alla espressione Bcl-2 e BAX ed al ruolo delle integrine. Patologie orali correlate al fumo ed a materiali odontoprotesici: Diagnosi clinica precoce, rilievo di markers diagnostici tissutali, terapia e sviluppo protocolli di prevenzione di massa.
2005 Univer. Bari, Clin. Odontoiatrica, partec. alle attività di ricerca "Utilizzo di biomateriali riassorbibili nel trattamento delle gravi atrofie ossee, finalizzato alla riabilitazione implantoprotesica" presentato dal prof.. INCHINGOLO Francesco.Abstract della ricerca: Le gravi atrofie delle ossa mascellari costituiscono un fattore sfavorevole alla riabilitazione implantoprotesica. Difatti la presenza di limitanti anatomiche, quali seno mascellare, fosse nasali e nervo alveolare inferiore rende talvolta impossibile l’utilizzo di impianti di lunghezza adeguata.La scelta di utilizzare innesti ossei di tipo autologo, ancorché efficace, comporta tuttavia la necessità di sottoporre il paziente ad un secondo intervento, in sede intraorale o extraorale, con maggiori costi e possibili complicanze. Anche l’utilizzo di osso omologo deproteinato o decalcificato non è esente da rischi, soprattutto di tipo infettivo. La ricerca di materiale sostitutivo alloplastico, dapprima a base di idrossiapatite non riassorbibile di derivazione corallina, è approdata recentemente all’utilizzo di materiali “bioreattivi”, a base di acido poliglicolico e basso p.m., riassorbibili, disponibili in palline, spugne o gel. Lo scopo di questa ricerca è di selezionare un gruppo di pazienti motivati, senza patologie sistemiche, in cui utilizzare questi materiali per riabilitazioni implantoprotesiche e follow-up a distanza.

2006     Univer. Bari, Clin. Odontoiatrica, partec. alle attività di ricerca " Lesioni orali e stato di salute orale in pazienti geriatrici affetti da handicap psico-fisico " presentato dal Prof. INCHINGOLO Francesco. Abstract della ricerca: Il numero e la percentuale della popolazione anziana sta rapidamente aumentando nei Paesi sviluppati ed in quelli in via di sviluppo, comportando potenzialmente l'insorgenza di gravi problemi di salute. In Italia, oggi, l'aspettativa di vita è di 82 anni per le donne e di 76 anni per gli uomini. Il bisogno di cure mediche, per soggetti di età superiore a 60 anni, è direttamente dipendente dall'ètà stessa. L'età, quindi, ha una grande importanza anche nell'insorgenza di patologie orali. Infatti, con il progredire dell'età non solo la mucosa orale diviene più sensibile all'insulto traumatico, ma anche le varie condizioni cliniche e/o i trattamenti farmacologici associati all'età possono giocare un ruolo negativo sulla salute orale. I soggetti anziani affetti da gravi patologie orali, così, vedono compromessa la propria capacità di relazione interpersonale tale da portare, soprattutto per quegli individui istituzionalizzati o viventi in contesti familiari degradati, all'insorgenza e/o all'aggravarsi di problemi depressivi. La patologia orale, quindi, può compromettere in modo significativo il benessere della terza età. Infatti, la perdita degli elementi dentari, le protesi incongrue e l'iposcialia non sono solo dei problemi estetici, ma costituiscono anche un serio ostacolo alla capacità di espressione ed alla funzione masticatoria dell'anziano disabile, tali da portare ad uno scadimento fisico generale che, a sua volta, può condurre a morte o a deficit intellettivi. Inoltre, se l'età costituisce il più importante fattore di rischio per le disabilità psico-fisiche, queste possono, a loro volta, incrementare, nel soggetto anziano, il rischio di lesioni orali, di perdita degli elementi dentari e di scarso livello di igiene orale. Ulteriori studi gerodontologici sono necessari per definire i meccanismi con cui l'handicap psico-fisico può costituire un fattore di rischio per l'insorgenza di patologie orali nei soggetti anziani. All'uopo, questo studio è stato disegnato come segue:
- determinazione della distribuzione delle lesioni orali e di altri parametri di studio all'interno di una popolazione di anziani istituzionalizzati ed affetti da handicap psico-fisico
- stima dell' influenza dell'handicap psico-fisico nell'insorgenza di lesioni orali e del deterioramento della dentizione.

2007   Univer. Bari, Clin. Odontoiatrica, partec. alle attività di ricerca " La fibrina ricca di piastrine (PRF): possibilità di impiego clinico nella popolazione geriatrica (ut. spec. e divers. abili) in relazione allo stato di salute orale e generale" presentato dal Prof. INCHINGOLO Francesco. Abstract della ricerca: Il numero e la percentuale della popolazione anziana sta rapidamente aumentando nei Paesi sviluppati ed in quelli in via di sviluppo, comportando potenzialmente l'insorgenza di gravi problemi di salute. In Italia, oggi, l'aspettativa di vita è di 82 anni per le donne e di 76 anni per gli uomini. Il bisogno di cure mediche, per soggetti di età superiore a 60 anni, è direttamente dipendente dall'ètà stessa. L'età, quindi, ha una grande importanza anche nell'insorgenza di patologie orali. Infatti, con il progredire dell'età non solo la mucosa orale diviene più sensibile all'insulto traumatico, ma anche le varie condizioni cliniche e/o i trattamenti farmacologici associati all'età possono giocare un ruolo negativo sulla salute orale. I soggetti anziani affetti da gravi patologie orali e atrofie ossee mascellari così, vedono compromessa la propria capacità di relazione interpersonale tale da portare, soprattutto per quegli individui istituzionalizzati o viventi in contesti familiari degradati, all'insorgenza e/o all'aggravarsi di problemi depressivi. La patologia orale, quindi, può compromettere in modo significativo il benessere della terza età. Infatti, la perdita degli elementi dentari assieme alle atrofie ossee costituiscono anche un serio ostacolo alla capacità di espressione ed alla riabilitazione protesica dell'anziano disabile, tali da portare ad uno scadimento fisico generale che, a sua volta, può condurre a morte o a deficit intellettivi. Inoltre, se l'età costituisce il più importante fattore di rischio per le disabilità psico-fisiche, queste possono, a loro volta, incrementare, nel soggetto anziano, il rischio di lesioni orali, di perdita degli elementi dentari e di scarso livello di igiene orale. Recentemente in letteratura è stato proposto l'uso di un concentrato piastrinico di seconda generazione come ausilio nella riabilitazione protesica di soggetti affetti da gravi atrofie ossee e da turbe della coagulazione. Le piastrine costituiscono una ricca fonte di fattori di crescita, quali PDGF, TGF-β e IGF-1, che sono in grado di stimolare i processi di guarigione (rigenerazione ossea e guarigione dei tessuti molli). Nell’area dell’innesto le piastrine rilasciano le citochine che stimolano la mitogenesi delle cellule ossee staminali e inducono l’aumento del numero di osteoblasti nell’area dell’innesto. Inoltre si attiva una intensa proliferazione angiogenica che promuove la vascolarizzazione dell’innesto. Le piastrine perdono la loro attività dopo il 3° giorno dalla formazione del coagulo ma i fattori di crescita fanno migrare i Macrofagi nell’innesto che sostituiscono le piastrine nella produzione di ulteriori citochine. Una volta che l’innesto è vascolarizzato e una matrice osteoide immatura è stata depositata, intervengono altri fattori di crescita, le proteine ossee morfogenetiche (BMP), che stimolano la maturazione e mineralizzazione della matrice ossea. L’associazione del PRF e Sostituti Ossei permette di ottenere al tempo stesso sia un materiale osteoinduttivo e osteoconduttivo per il supporto impiantare sia un ottimo adiuvante nell’emostasi.

2008     Univer. Bari, Clin. Odontoiatrica, partec. alle attività di ricerca " Utilità della proteomica salivare nella diagnosi oncologica" presentato dal Prof. INCHINGOLO Francesco. Abstract della ricerca: La diagnosi precoce delle forme tumorali più aggressive determina una prognosi meno severa ed una qualità di vita del paziente più accettabile. La caratterizzazione delle proteine ha assunto un crescente interesse. Ciò perché le proteine sono i veri effettori delle vie metaboliche, di trasporto e di regolazione. Ciò significa che lo stato fisiologico è caratterizzato da un particolare pattern proteico (Proteoma). Lo scopo della ricerca è quello di eseguire uno screening delle proteine salivari (Proteoma) in pazienti sani (:.controllo) ed in pazienti con forme tumorali acclarate, selezionati secondo un preciso protocollo, identificando le eventuali variazioni nella qualità e nella quantità di forme proteiche presenti nella saliva. L’obiettivo primario è di identificare le proteine “alterate” nei processi tumorali, sì da distinguere il paziente sano da quello potenzialmente oncologico; inoltre si identificherà il pannello proteico mutato rapportandolo alla forma tumorale in screening, sì da individuare anche la sede potenziale della neoplasia. Lo studio potrà essere paradigmatico per un successivo utilizzo finalizzato ad una verosimile diagnosi precoce di forme tumorali attraverso un semplice prelievo di saliva, modalità diagnostica più agevolmente realizzabile rispetto ad esami come la T.A.C. o la R.M.N. Lo sviluppo di un protocollo di screening che preveda l’esecuzione di tale metodica potrebbe inoltre implicare il risvolto non trascurabile dell’abbattimento dei costi sostenuti dal S.S.N.

   2009       Univer. Bari, Clin. Odontoiatrica, partec. alle attività di ricerca " Vantaggi clinico-procedurali della rilevazione di impronte intraorali con tecnologie innovative: lo scanner intraorale nella pratica clinica " presentato dal Prof. INCHINGOLO Francesco. Abstract della ricerca: Il paziente che rivolge oggi le proprie richieste di riabilitazione protesica al dentista è passato o si appresta a passare attraverso una serie di fasi spesso complesse e sicuramente impegnative in termini di costi e dispendio di tempo. Questa condizione è vissuta spesso non bene dal punto di vista psicologico. Molti pazienti anziani residenti in Residenze Sanitarie Assistite, i pazienti diversamente abili, i pazienti sindromici o con limitazioni nella funzione e nei movimenti presentano problematiche di ordine sanitario, collaborativo e clinico che rendono estremamente difficile un trattamento protesico quanto meno accettabile. Questa notevole variabilità di tipologia di soggetti implica, da parte del protesista, una valutazione estremamente accurata per poter poi raggiungere, modificando la vecchia protesi o realizzandone una nuova, un buon risultato clinico-estetico-funzionale. La presa dell’impronta stomato-dentale pre-protesica sottopone il paziente ad una manovra spesso poco accettata: infatti, le diatesi all’emesi, le difficoltà anatomiche come la micrognazia o la ridotta apertura buccale, la possibile incidenza di lesioni mucose iatrogene e la tempistica spesso poco celere rendono la fase della presa dell’impronta come una delle fasi meno gradite al paziente e più difficoltose per l’odontoiatra; a tutto ciò si deve aggiungere la possibilità dell’errore tecnico dell’operatore che prende l’impronta o del tecnico che la va a trasporre sul modello da cui imbastire il manufatto protesico, si deve tener presente la soggettività nella scelta delle tecniche operative e dei materiali da usare e si deve adattare la tipologia del trattamento riabilitativo alle richieste estetico-funzionali ed alle necessità economiche del paziente. Si terrà presente il problema dei limiti del materiale da impronta utilizzati nella lettura dei dettagli anatomo-strutturali. Alla luce di tutte queste variabili, appare altamente innovativa e verosimilmente utile l’utilizzo di un sistema tecnologico atto a rilevare la conformazione delle strutture dure e molli del cavo orale con un terminale di lettura ottica il quale, trasformando i dati in complessi algoritmi, trasmette quanto acquisito dallo scanner ottico alla macchina per fresatura operante con software CAD/CAM. Lo scopo del presente lavoro è quello di valutare, in reali condizioni di esercizio, le performance cliniche e biologiche di 20 protesi sperimentali, da impiantare su un campione di 20 pazienti. Le protesi saranno ricavate da blocchi di zirconia presinterizzati, successivamente sottoposte a sistema di fresatura mediante la sistematica CAD-CAM.

2011 Univer. della Calabria, partec. alle attività di ricerca per il progetto denominato "Dental Arch3D Direct Detection System from the Patient’s Mouth and Robot for Implant Positioning". ABSTRACT della ricerca: This paper describes a three-dimensional structured light scanning system to generate a virtual model of a dental arch, from the patient’s mouth, and the scheme of a 2 + 1 DOF (degree of freedom) parallel/serial Robot for implant positioning, both positioned on a platform held in a fixed position with respect to the patient’s head. Presently, dental prosthesization requires quite a long time to be completed. This process, in fact, involves the detection of the shape of the dental arch, its plaster model generation, scanning of it, prosthesis preparation and its implant. The procedure is even longer when use of dental implants is required, while early loading of the implants is considered a positive solution. Current research effort is focused on the development of devices for the direct intra-oral determination of the shape of dental prostheses and inserts. These devices, however, are able to detect limited portions of the dental arch, since they must be hand-held by the doctor without external supports, and this may produce relatively large errors due to the sum of relatively small ones. Furthermore, to place an implant correctly, the doctor can use a new system to guide the implant position, but this requires sending the information in Sweden to obtain a special mask in return.

Aggiornamenti sono disponibili nelle sezioni CINECA

 

 

 

Prof.ssa Gianna DIPALMA

 
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